La vitamina D e l’utilizzo di lampade abbronzanti

La vitamina D è importante per il benessere di tutto il corpo e per ossa forti e sane. Inoltre è un fattore fondamentale per far sì che muscoli, cuore, polmoni e cervello lavorino bene ed il corpo sia in grado di combattere le infezioni al meglio.

La vitamina D che riusciamo ad ottenere attraverso la luce del sole, naturale o artificiale, viene poi conservata ed utilizzata all’occorrenza per gestire la quantità di calcio nel sangue, ossa e intestino e per aiutare le cellule a comunicare tra loro.

Si consigliano circa 20 minuti di esposizione al giorno per avere un giusto livello di vitamina D esponendo il viso, le braccia, il collo e se possibile le gambe ai raggi ultravioletti (UVB).

Il modo più facile per ottenere la vitamina D è di esporre la pelle nuda alla luce solare (raggi ultravioletti B). Questo può avvenire molto rapidamente, soprattutto in estate. Una buon modo per valutare se stiamo assimilando la “vitamina del sole” nel modo giusto è guardare la nostra ombra: se l’ombra è più lunga della nostra altezza, non stiamo ottenendo molta vitamina D. In inverno, si nota che la nostra ombra è più lunga per gran parte della giornata, mentre in estate, l’ombra è molto più corta per una buona parte del giorno. L’abbronzatura, quindi, diventa oltre che un fattore estetico, anche una garanzia di aver immagazzinato una buona quantità di vitamina D.

Vitamina D: l’80% degli italiani è carente! 
È quanto emerso a conclusione del XIV Congresso della Società Italiana Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie Dello Scheletro (SIOMMMS).

Usare le lampade abbronzanti?

Assolutamente si!

Come con la luce naturale, si rendono necessari gli stessi accorgimenti sul tempo di esposizione ed il tipo di lampada solare. Ecco perché dobbiamo affidarci a centri di abbronzatura specializzati che rispettano la nuova Normativa Europea in materia di emissioni solari. Non è necessario dover raggiungere un’abbronzatura scura, ma basta una costante esposizione così da ricevere una buona quantità di raggi ultravioletti (UVB).
Un uso intelligente, lasciandosi consigliare dal personale ed evitando scottature, dovute la maggior parte delle volte alla fretta nel raggiungere un determinato risultato, elimina la pericolosità che da anni è legata all’utilizzo di lampade abbronzanti. La ricerca fino ad oggi dimostrano che un’esposizione moderata ma frequente al sole, sia naturale che artificiale, è sana, ma la sovraesposizione e l’esposizione intensa può aumentare il rischio di danni della pelle.
Dopo aver esposto la pelle in modo da raggiungere un lieve rossore, è consigliato lasciar riposare la pelle per 24 ore, tenendola lontana quindi dai raggi ultravioletti.
In conclusione gli effetti derivanti da una corretta esposizione ai raggi ultravioletti (UVB), artificiali o naturali, sono molto più quelli positivi e benefici rispetto ai negativi, molti dei quali legati a dei pregiudizi infondati.